venerdì 25 settembre 2009

Sul concetto.

Se un percorso di analisi filosofica esistenziale si fonda sul "far vivere" i concetti che emergono nel processo di dialogo filosofico tra i cosiddetti "consulente e consultante", si rivela necessaria la consapevolezza di cosa debba intendersi per concetto, di quale sia la natura dei concetti e di come essi debbano venire individuati, isolati e "attivati" in una fase di pre-analisi, in quanto momenti di identificazione e previsione dell'agire intenzionale.
I concetti sono innanzitutto definibili come rappresentazioni mentali dotate di contenuto intenzionale e di possibilità inferenziale con cui si costituiscono i pensieri che possono essere usati per fornire le ragioni dell'agire verbale e non verbale.
E' il contenuto intenzionale dei concetti che ne determina la natura derivata di capacità mentali che consentono proprio il prodursi di possibilità inferenziali.
Il concetto come rappresentazione mentale può svilupparsi anche in ambito non-linguistico e pre-linguistico.
Si costituisce come capacità mentale allorchè, attraverso il linguaggio, si elaborano inferenze.
E' necessario, però, riconoscere che il concetto come rappresentazione mentale (ad es. il concetto di rosso), in assenza del codice semantico che lo definisce come tale (ad es. il codice semantico di rosso), può essere individuato come concetto solo per rappresentazione/intuizione.
Avremo quindi uno sviluppo pressapoco così rappresentabile:
concetti
cioè
rappresentazioni mentali
dal
contenuto intenzionale
che con il
linguaggio
si qualificano come
capacità mentali
per determinare
inferenze
e costituire
pensiero

Un percorso di analisi filosofica esistenziale può determinarsi secondo il seguente schema:
1. si parte dai pensieri in cui si identificano le inferenze generate dai concetti come Rappresentazione mentale e Capacità mentale;
2. si analizzano le inferenze su cui si fondano i pensieri;
3. si individuano i concetti da cui nascono le inferenze;
4. si lavora filosoficamente sui concetti in quanto rappresentazioni mentali e capacità mentali così da riposizionarli (o riqualificarli) per poter di nuovo "inferenziare";
5. dal lavoro di "inferenziazione" così determinato con precisione si può passare all'analisi del concetto come universale.
Nota bene: non vedo, infatti, antiteticità tra quanto sopra elaborato e il concetto come universale.
Ritengo piuttosto che proprio nel percorso da concetto come rappresentazione mentale - che attraverso il linguaggio diviene capacità mentale - fino al pensiero nato dalle inferenze concettuali, si possa determinare il concetto come universale, laddove per universale intendo "universalmente accettabile".

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